Vino e AI: puntare sul valore oltre la quantità

Dall’ospitalità in cantina ai budget aziendali: nell’intervista di Fabio Ciarla per Il Corriere Vinicolo, Lorenzo Biscontin riflette su come l’AI possa liberare tempo per le attività a maggiore valore aggiunto.

Data:

October 8, 2026

Tempo di lettura:

2 minuti

Testata del Corriere Vinicolo

Vino e AI: puntare sul valore oltre la quantità

 

Analizzare grandi quantità di informazioni, metterle in relazione e utilizzarle per rispondere a una richiesta espressa in linguaggio naturale: l’Intelligenza artificiale apre nuove possibilità anche nella gestione delle aziende vitivinicole. La questione riguarda le applicazioni pratiche, ma anche il modo di organizzare il lavoro e destinare tempo alle attività che generano valore. Dall’assistenza agli ospiti alla costruzione di scenari economici, il cambiamento invita a interrogarsi su quali compiti affidare agli strumenti digitali e su come valorizzare le competenze delle persone. Senza banalizzare la tecnologia né idealizzarla, il confronto si sposta dalle singole funzioni alla trasformazione dei processi.

Su Il Corriere Vinicolo 31/2026, Fabio Ciarla affronta questi temi con Lorenzo Biscontin, ideatore di cantinaitalia.ai e professionista con un’esperienza ventennale nella gestione aziendale e nel marketing del vino.

Nell’intervista Biscontin dichiara: “Con l’AI cambia il paradigma: puntare sul valore anziché sulla quantità”. Il punto di partenza è un esempio riferito dall’intervistato: la creazione, in cinque minuti, di una mappa interattiva del cru Sarmassa, a Barolo, con informazioni sui cru confinanti, sulle caratteristiche geografiche e geologiche e sui produttori. Per Biscontin, l’aspetto decisivo è la capacità dell’assistente di organizzare le informazioni nel contesto della domanda, senza avere ricevuto istruzioni specifiche su come realizzare quella mappa.

Il ragionamento prosegue lungo tre direzioni. La prima riguarda la presenza digitale delle cantine: secondo Biscontin, il sito conserva un ruolo importante come fonte sulla quale l’azienda esercita il controllo, anche quando la ricerca passa attraverso un chatbot. La seconda è il servizio al consumatore: l’assistenza sulle richieste di ospitalità viene proposta come un ambito nel quale automatizzare le risposte può lasciare più tempo alla relazione e alla fidelizzazione. La terza è l’analisi gestionale, dalla preparazione del budget al confronto tra scenari, attraverso successive domande e revisioni in linguaggio naturale. Gli esempi presentati delineano la prospettiva dell’intervistato: usare l’AI per migliorare i servizi e rendere più efficace la gestione, concentrando il lavoro delle persone sulle attività a maggiore valore aggiunto. Il cambio di paradigma, nella sua lettura, consiste anche in questa diversa distribuzione del tempo e delle competenze.