Fitopatie, rese e mercato dello sfuso: la difficile ricerca di equilibrio nella vendemmia 2025
Sulla pagina di Med&A del Corriere Vinicolo n. 27/2025 si analizza lo stallo delle contrattazioni di vino sfuso. Carlo Miravalle (Med.&A.) evidenzia le incertezze legate a clima, consumi e mercati, mentre dai territori emergono segnali contrastanti su qualità, rese e prezzi
September 18, 2025
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Fitopatie, rese e mercato dello sfuso: la difficile ricerca di equilibrio nella vendemmia 2025
Leggere il comparto vitivinicolo attraverso lo sguardo degli operatori dello sfuso significa cogliere in tempo reale i segnali più concreti di ciò che accade nei vigneti e nei mercati. È quanto emerge dal nuovo contributo pubblicato su Il Corriere Vinicolo (n. 27/2025), dove le voci degli intermediari raccolte da Giulio Somma e Fabio Ciarla raccontano un’annata segnata dall’incertezza e da dinamiche in evoluzione.
Carlo Miravalle, presidente di Med.&A., parla apertamente di stallo delle contrattazioni: una pausa non solo stagionale, ma accentuata da variabili difficili da controllare. Alle tensioni geopolitiche e ai consumi in calo si aggiungono le preoccupazioni per le fitopatie, che in alcune aree del Paese minacciano la regolarità della vendemmia. Di fronte a questo quadro, molte aziende scelgono di attendere: le decisioni sugli scambi di vino sfuso saranno rinviate almeno a fine settembre, quando si avranno maggiori certezze su quantità, qualità e scenario internazionale.
Il tema del contenimento delle rese appare centrale: Consorzi di Piemonte, Toscana e Veneto hanno già introdotto misure mirate per ridurre la produzione, una scelta che secondo Miravalle può rappresentare una via più equilibrata rispetto a interventi drastici come gli estirpi. Allo stesso tempo cresce l’attenzione verso la gestione dei prezzi e delle giacenze: gli acquirenti cercano stabilità o addirittura ribassi, mentre i produttori, gravati da costi crescenti, puntano a mantenere le soglie raggiunte.
Le voci dal territorio mostrano come la vendemmia 2025 stia procedendo con andamenti molto diversificati. Nel Veneto Orientale ottimi riscontri per Sauvignon e Traminer, mentre la Glera appare in crescita rispetto al 2024; in Piemonte buona la qualità dell’Alta Langa e segnali incoraggianti per il Moscato; in Emilia-Romagna rese in calo per l’Ancellotta, ma Lambruschi in linea con la media; in Toscana il Sangiovese attende la fase cruciale di fine settembre; in Abruzzo e Molise Pecorino e Passerina confermano la qualità; in Puglia le gelate primaverili hanno ridotto i quantitativi in alcune aree; in Sicilia la vendemmia si annuncia migliore delle ultime due, pur con fitopatie che hanno inciso sull’aspettativa iniziale.
Un mosaico complesso, che riflette il difficile equilibrio tra domanda e offerta. Gli operatori dello sfuso, con la loro prospettiva quotidiana, raccontano un mercato in fase di attesa, dove prudenza e realismo sembrano le uniche strade percorribili per affrontare una campagna dai risvolti ancora incerti.
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