Vino in affinamento, il nodo degli imballaggi nel PPWR

Le nuove regole europee aprono questioni per le cantine: dichiarazioni di conformità, tracciabilità degli imballaggi e bottiglie già in affinamento. Sul tema, anche il punto di vista degli scatolifici

Data:

September 30, 2026

Tempo di lettura:

2 minuti

Testata del Corriere Vinicolo

Vino in affinamento, il nodo degli imballaggi nel PPWR

Il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), applicabile in via generale dal 12 agosto 2026, introduce obblighi che toccano anche la filiera del vino. Le restrizioni sulle sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS) negli imballaggi a contatto con gli alimenti, i limiti per alcuni metalli pesanti e la documentazione di conformità pongono una questione concreta alle cantine: come ricostruire caratteristiche e provenienza di bottiglie, tappi, etichette e altri componenti acquistati negli anni precedenti, soprattutto quando il vino resta a lungo in affinamento?

Fabio Ciarla affronta il tema alle pagine 7A e 7B del n. 30/2026 de Il Corriere Vinicolo. L’articolo esamina gli adempimenti che coinvolgono le imprese vitivinicole e il lavoro necessario per ottenere dai fornitori le informazioni utili a compilare la documentazione richiesta. L’attenzione si concentra sui vini destinati a lunghi periodi di maturazione: per le cantine, reperire le attestazioni relative a ogni componente può risultare difficile se nel frattempo sono cambiati fornitori, prodotti o sistemi di tracciabilità. Il contributo richiama inoltre la particolare disciplina delle microimprese e le questioni ancora aperte sul peso delle bottiglie, sull’etichettatura ambientale e sulla riduzione dello spazio vuoto negli imballaggi.

Fabio Ciarla affronta il tema alle pagine 7A e 7B del n. 30/2026 de Il Corriere Vinicolo. L’articolo esamina gli adempimenti che coinvolgono le imprese vitivinicole e il lavoro necessario per ottenere dai fornitori le informazioni utili a compilare la documentazione richiesta. L’attenzione si concentra sui vini destinati a lunghi periodi di maturazione: per le cantine, reperire le attestazioni relative a ogni componente può risultare difficile se nel frattempo sono cambiati fornitori, prodotti o sistemi di tracciabilità. Il contributo richiama inoltre la particolare disciplina delle microimprese e le questioni ancora aperte sul peso delle bottiglie, sull’etichettatura ambientale e sulla riduzione dello spazio vuoto negli imballaggi.

Nelle stesse pagine, un approfondimento raccoglie il punto di vista di Andrea Mecarozzi, presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici. Il cartone ondulato presenta già risultati elevati nel recupero e nell’impiego di fibra riciclata, ma le nuove procedure aumentano il lavoro documentale dei fornitori, chiamati anche a rispondere alle richieste delle cantine che rientrano nella disciplina delle microimprese. Mecarozzi indica tra i nodi da chiarire la tracciabilità dei lotti e la possibilità di semplificare le dichiarazioni per famiglie di imballaggi.

Unione Italiana Vini e ANFORMAPE approfondiranno i primi adempimenti in un webinar riservato ai soci UIV, in programma lunedì 5 ottobre 2026 dalle 11.00 alle 12.30.