Si tratta della correzione al ribasso più marcata dalla primavera dello scorso anno e conferma una tendenza ormai strutturale del comparto vinicolo, che appare oggi il segmento più esposto alle pressioni di mercato all’interno del settore delle bevande alcoliche.
La dinamica del vino continua infatti a divergere rispetto agli altri comparti del beverage alcolico: nello stesso periodo spirits e liquori registrano un incremento dello 0,5%, mentre la birra mostra un andamento sostanzialmente stabile dopo diversi mesi di flessione.
Il quadro si inserisce in un contesto di inflazione generale relativamente contenuta. A gennaio l’indice dei prezzi al consumo in Italia segna infatti un aumento dell’1% su base annua, il livello più basso registrato dal novembre 2024, con un andamento influenzato soprattutto dalla crescita dei prezzi degli alimentari e dei servizi legati all’abitazione.
Nel medio periodo, l’analisi basata sulla media mobile degli ultimi dodici mesi conferma la maggiore debolezza del comparto vinicolo: mentre i listini dei vini risultano in flessione dell’1,6%, le altre bevande alcoliche registrano variazioni lievemente positive.
I dati pubblicati questo mese incorporano inoltre alcune novità metodologiche introdotte dall’Istat, tra cui l’adozione della nuova classificazione ECOICOP e l’aggiornamento dell’anno base degli indici dei prezzi al consumo.