Vino e giovani: la nuova misura del bere secondo Agivi
Su Il Corriere Vinicolo, tre giovani produttori si confrontano su consumo consapevole, salute e nuovi rituali: il valore del vino passa da cultura, territori ed esperienze.
October 5, 2026
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Vino e giovani: la nuova misura del bere secondo Agivi
Il vino non è più una presenza automatica sulla tavola delle nuove generazioni. La maggiore attenzione all’alimentazione, all’attività fisica e all’origine dei prodotti pone alle cantine una domanda che riguarda insieme comunicazione e mercato: come raccontare il vino senza ignorare il tema della salute? Il confronto passa dal linguaggio della moderazione, dal significato delle occasioni di consumo e dalla capacità di rendere riconoscibili territorio, lavoro e persone dietro una bottiglia. Anche l’idea che i giovani bevano «meno ma meglio», spesso proposta come chiave di lettura del cambiamento, merita di essere discussa anziché assunta come una certezza.
Su Il Corriere Vinicolo 31/2026 Vite, nella pagina di Agivi, Galeno Bertini affronta questi temi nell’articolo «La nuova misura del bere passa dall’equilibrio». A confrontarsi sono Carloalberto Furia, della Cantina Famiglia Furia in Valpolicella, Giulia Benazzoli, dell’azienda Benazzoli sul Lago di Garda, e Giulia Goretti, di Cantina Goretti in Umbria. Tre esperienze familiari accomunate dalla ricerca di un dialogo con i nuovi consumatori, ma con valutazioni differenti. Benazzoli mette al centro conoscenza, credibilità e responsabilità educativa; Goretti parte dall’accoglienza e dalle esperienze che uniscono vino, territorio e socialità; Furia invita a usare un linguaggio semplice e contesta la lettura secondo cui alla diminuzione dei consumi corrisponderebbe necessariamente una maggiore qualità delle scelte.

Dalle degustazioni agli aperitivi, dai brunch alle attività nei vigneti, il contributo esamina come cambiano i contesti nei quali il vino viene scelto. Per le intervistate, autenticità, trasparenza e qualità dell’esperienza acquistano un peso crescente; Furia sottolinea soprattutto la curiosità verso le cantine e la necessità di spiegare l’origine culturale del prodotto. Anche il rapporto con lo sport restituisce posizioni diverse: alle iniziative che affiancano movimento e convivialità si accompagna la distinzione tra i valori condivisi dalla pratica sportiva e dalla produzione vitivinicola e il consumo di vino. Il confronto converge infine su un passaggio: dalla bottiglia come abitudine quotidiana al vino come scelta consapevole. Per le imprese, la sfida diventa costruire valore e fiducia, dando significato alle occasioni in cui il consumatore decide di scegliere un calice.