Aloanisoli nei tappi
Determinazione degli Aloanisoli nei tappi in sughero (TCA, TeCA e TBA)

Cosa sono gli Aloanisoli?
Gli aloanisoli sono composti aromatici che possono alterare profondamente il profilo olfattivo del vino, rendendolo piatto e sgradevole. Sono i principali responsabili del difetto conosciuto come “cork taint” o “odore di tappo”. Queste sostanze non si formano direttamente nel vino, ma vi arrivano per contaminazione, spesso attraverso il tappo di sughero, botti, pallet in legno o persino l’aria della cantina se contaminata. Gli aloanisoli derivano da precursori come il triclorofenolo o il tribromofenolo che, a contatto con muffe o batteri, vengono trasformati tramite un processo di metilazione. Anche a concentrazioni estremamente basse (nell’ordine di nanogrammi per litro), sono in grado di coprire completamente gli aromi naturali del vino, compromettendone la qualità anche quando è stato prodotto e conservato correttamente.
I principali aloanisoli di interesse enologico sono:
- TCA (2,4,6-tricloroanisolo)
- TeCA (2,3,4,6-tetracloroanisolo)
- TBA (2,4,6-tribromoanisolo)
percepiti come odore di muffa, cantina umida o cartone bagnato.
Le principali fonti di contaminazione da aloanisoli nel sughero sono legate a diversi fattori che interessano le fasi di produzione e conservazione:
- Contaminazione della materia prima: il sughero può assorbire composti chimici utilizzati nei trattamenti degli alberi, come pesticidi o disinfettanti a base di cloro o bromo.
- Trattamenti di igienizzazione con cloro: l’uso di soluzioni clorate per sanificare il sughero può lasciare residui che, se non eliminati correttamente, diventano precursori degli aloanisoli.
- Contaminazione durante trasporto o stoccaggio: il sughero può entrare in contatto con materiali contaminati durante il trasporto o l’immagazzinamento, come pallet o scaffali trattati con disinfettanti chimici, o può assorbire sostanze presenti nell’aria contaminata.
- Contaminazione microbica: la presenza di muffe e batteri è la condizione chiave per lo sviluppo degli aloanisoli. Questi microrganismi trasformano i precursori chimici in composti odorosi attraverso un processo di metilazione. Senza questa contaminazione microbiologica, i precursori restano inattivi e non alterano la qualità del vino.
Perché monitorare la presenza di Aloanisoli nei tappi?
Il controllo di TCA, TeCA e TBA è cruciale per garantire la qualità del vino e prevenire difetti sensoriali. Le principali motivazioni includono:
- Tutela del profilo organolettico: Anche quantità minime di aloanisoli possono alterare il bouquet del vino, compromettendone la percezione qualitativa.
- Conformità agli standard qualitativi: Il monitoraggio consente di selezionare tappi conformi ai parametri di qualità, riducendo il rischio di contaminazione del prodotto finale.
- Prevenzione delle contaminazioni secondarie: Controllare gli aloanisoli aiuta a individuare eventuali fonti di contaminazione nei processi produttivi e logistici, inclusa l’esposizione a materiali contaminanti o l’impiego di pratiche di sanificazione inadeguate.
Quando è consigliato il controllo?
Il monitoraggio degli aloanisoli nei tappi in sughero è raccomandato nelle seguenti fasi:
- Verifica accettazione lotto: Assicurare la costanza qualitativa delle forniture rispetto a un lotto di riferimento, individuando eventuali anomalie nei livelli di contaminazione.
- Controllo pre-imbottigliamento: per garantire che i tappi non abbiano subito contaminazioni durante lo stoccaggio o il trasporto tali da alterare il vino.
- Monitoraggio in magazzino: Eseguire controlli periodici per verificare che le condizioni di stoccaggio non favoriscano la contaminazione secondaria o la proliferazione microbica responsabile della formazione di aloanisoli.
Sede di riferimento
Quantità minima: 50 tappi
| MATRICE | ANALISI | UM | LOQ | TECNICA DI PROVA |
| Tappo in sughero | TCA (2,4,6-triclornisolo) | ng/l | 0.5 | GC-MS/MS |
| TeCA (2,3,4,6-tetrachloroanisolo) | ng/l | 0.5 | ||
| TBA (2,4,6-tribromoanisolo) | ng/l | 0.5 | ||
| PCA (pentacloroanisolo) | ng/l | 10 | ||
| Geosmina | ng/l | 10 |
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