Champagne, resa 2026 fissata a 8.800 kg per ettaro

Il Comité Champagne ha fissato la resa commercializzabile della prossima vendemmia. La decisione punta a riequilibrare progressivamente le scorte in una fase caratterizzata da condizioni climatiche disomogenee e da un mercato ancora incerto. A fine giugno le spedizioni raggiungono 107,1 milioni di bottiglie, in crescita dell’1,2% grazie all’export.

Data:

July 23, 2026

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Champagne, resa 2026 fissata a 8.800 kg per ettaro

La resa commercializzabile fissata dal Comité Champagne (Comité interprofessionnel du vin de Champagne – CIVC) per la vendemmia 2026 ammonta a 8.800 kg per ettaro.

La decisione collettiva, presa nel corso della consueta adunata di mezza estate tra i rappresentanti dei viticoltori e delle maison, tenutasi a Épernay lo scorso 22 luglio (qui il comunicato del Comité Champagne), risponde alla necessità di proseguire il graduale riequilibrio delle scorte, salvaguardando al tempo stesso la sostenibilità economica delle aziende e gli standard qualitativi della denominazione.

La campagna viticola presenta condizioni molto differenziate tra le diverse aree della Champagne. Nel corso della stagione si sono susseguiti episodi di gelo, temperature elevate nel mese di giugno e, più recentemente, condizioni di siccità.

A queste difficoltà climatiche si aggiunge un quadro commerciale ancora incerto. Secondo i dati diffusi dall’interprofessione, alla fine di giugno 2026 le spedizioni di Champagne hanno raggiunto 107,1 milioni di bottiglie, in lieve crescita dell’1,2%. L’incremento è stato sostenuto dalle esportazioni, mentre il mercato francese rimane in flessione.

Per Maxime Toubart, presidente del Syndicat Général des Vignerons de la Champagne e copresidente del Comité Champagne, la decisione tiene conto tanto delle differenze riscontrate nel vigneto e delle difficili condizioni climatiche quanto della necessità di preservare gli equilibri delle aziende e il livello qualitativo della denominazione.

Secondo David Chatillon, presidente dell’ Union des Maisons de Champagne e copresidente del Comité Champagne, il modello collettivo della Champagne permette di adeguare le decisioni alle condizioni del mercato, mantenendo come obiettivo di lungo periodo la tutela del valore dell’appellazione.

Il Comité Champagne rappresenta oltre 16.000 viticoltori e 350 maison e costituisce la sede di cooperazione tra le due componenti professionali della filiera.