Export di vino negli Stati Uniti, rimbalzo nel bimestre estivo

A luglio le esportazioni italiane crescono di quasi il 10% in valore. Il recupero riduce all'11% il calo cumulato dei primi sette mesi del 2026, mentre per agosto è prevista una performance ancora più positiva.

Data:

September 18, 2026

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Export di vino negli Stati Uniti, rimbalzo nel bimestre estivo

Le esportazioni di vino italiano negli Stati Uniti tornano a crescere nel mese di luglio. Secondo l'analisi dell'Osservatorio di Unione Italiana Vini (UIV) su dati ufficiali, le spedizioni registrano un incremento tendenziale di quasi il 10% in valore e dell'1,3% nei volumi, con un aumento del prezzo medio superiore all'8%.

Il risultato riduce all'11% il calo cumulato dei primi sette mesi del 2026, rispetto al -14% rilevato a giugno. Per agosto è prevista una performance ancora più positiva, anche se il confronto avviene con un bimestre estivo 2025 che aveva registrato perdite complessive vicine al -30%.

Export di vino italiano negli Stati Uniti. Osservatorio UIV su dati ufficiali, 18 settembre 2026.

"È presto – ha detto il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti – per prefigurare una inversione di tendenza delle spedizioni oltreoceano, anche perché i consumi statunitensi non stanno sin qui ripartendo in maniera significativa. Di certo, 2 mesi consecutivi in segno positivo non si registravano dall'inizio del 2025 e allentano una evidente tensione di mercato anche in vista degli importanti appuntamenti autunnali con il trade americano, a partire dal Vinitaly a New York di ottobre. Le insidie per il mercato europeo negli Usa sono ancora tutte lì – ha concluso Castelletti – a partire dall'indagine per overcapacity con possibili ulteriori dazi, fino all'inflazione galoppante e al conseguente calo del potere di acquisto: per questo la presenza oltreoceano diventa ancora più importante".

Resta difficile il quadro del marketing year compreso tra il 1° agosto 2025 e il 31 luglio 2026: la variazione reale rispetto ai cinque marketing year precedenti è pari al -15%. Dazi, debolezza del dollaro e calo strutturale della domanda di vino continuano a condizionare il mercato statunitense.

Per il responsabile dell'Osservatorio Uiv, Carlo Flamini: "Il mercato è in una fase di profonda trasformazione: i dazi si sono inseriti in maniera irruenta in un processo di cambiamento in atto ormai da almeno un lustro. I consumi si stanno spostando, non solo all'interno del segmento vino (spumanti, cocktail, ready-to-drink), ma anche verso bevande differenti (hard-teas, kombucha), meglio sintonizzate con occasioni di consumo in costante mutamento, anche (o soprattutto) dal punto di vista del packaging, che privilegia sempre più portabilità e comodità".

Scarica il comunicato stampa integrale di Unione Italiana Vini.

Ultimo aggiornamento: September 18, 2026 10:26 AM