Il 2025 segna un arretramento per l’export francese di vini e spirits. Secondo i dati diffusi dalla Fédération des Exportateurs de Vins & Spiritueux de France (FEVS) e analizzati su Il Corriere Vinicolo n. 7 del 23 febbraio 2026, volumi e valori tornano ai livelli del 2021, confermando un contesto internazionale complesso e fortemente condizionato dalle tensioni geopolitiche.
Il fatturato complessivo del vino si attesta a 10,5 miliardi di euro (-4% sul 2024), mentre i volumi scendono a circa 11 milioni di ettolitri (-3%). Tengono gli spumanti, che rappresentano ormai quasi il 40% del valore totale: lo Champagne cresce leggermente a volume (+1%) ma arretra a valore, mentre le altre bollicine registrano un incremento superiore al 5%. Tra i vini fermi, solo la Borgogna evidenzia un segno positivo sui volumi.
A pesare sono soprattutto Stati Uniti e Cina. Il mercato americano, primo sbocco per l’export francese, registra un calo del 19% a valore e dell’8,6% a volume, complice l’introduzione dei dazi e un cambio euro-dollaro sfavorevole. Ancora più marcata la flessione in Cina, con un -31% a volume e -19,5% a valore. Insieme, questi due mercati spiegano oltre l’85% della contrazione complessiva dei volumi nel 2025.