Il vino non è un sistema uniforme e le medie statistiche, per quanto corrette, possono nascondere differenze decisive per le strategie delle imprese. Vigneti, territori, varietà, modelli produttivi, posizionamento commerciale e canali distributivi rispondono a dinamiche differenti, che non possono essere governate con soluzioni identiche. La sfida è comprendere come queste componenti interagiscano, distinguendo le caratteristiche dei singoli elementi dalle relazioni che determinano il funzionamento complessivo del sistema. È in questo contesto che Data science e intelligenza artificiale analitica possono diventare strumenti per orientare le decisioni aziendali.
È il tema dell'articolo «Data science e AI analitica nel vino: agire alla scala giusta. Scomporre per capire. Ricomporre per decidere», firmato da Carlo G. Ferretti e Francesca Pasquali di GIR – Geo Identity Research, pubblicato sul numero 34/2026 de Il Corriere Vinicolo. Il contributo conclude un percorso di approfondimento dedicato alla geologia dei suoli, all'identità molecolare del vino e alla risposta della vite ai cambiamenti climatici. Al centro dell'analisi è il concetto di wine ecosystem: un sistema nel quale territorio, clima, vite, scelte umane, prodotto e mercato sono componenti interdipendenti. L'obiettivo non è individuare una formula universale, ma riconoscere la configurazione specifica di ogni realtà e le leve sulle quali intervenire.