Esportazione di vino in Argentina: nuovo quadro normativo e certificato analisi dal 1° gennaio 2026

Dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore nuove disposizioni per l’esportazione di vino in Argentina. L’articolo analizza il nuovo quadro normativo, il ruolo del certificato di analisi, i chiarimenti su etichettatura e pratiche enologiche e le principali implicazioni operative per le aziende vitivinicole italiane.

Data:

January 20, 2026

Tempo di lettura:

4 minuti

Argomenti:
Export vino Argentina: nuove regole e certificato di analisi_2

Cosa è cambiato

L’Argentina ha avviato una profonda riorganizzazione del proprio sistema regolatorio vitivinicolo, con impatti diretti anche sulle esportazioni di vino.
A seguito del processo di revisione autorizzato nel dicembre 2023, il Instituto Nacional de Vitivinicultura (INV) ha approvato la Risoluzione INV 37/2025, in vigore dal 1° gennaio 2026.

Il nuovo provvedimento introduce un quadro normativo unico e sistematico per la produzione, l’industrializzazione, l’imbottigliamento, la distribuzione e la commercializzazione dei prodotti vitivinicoli, accompagnato da una significativa semplificazione: su oltre 1.200 disposizioni precedenti, 973 regolamenti vengono abrogati.

Un cambiamento rilevante riguarda l’approccio ai controlli: l’INV non presidierà più le fasi iniziali e intermedie della produzione, ma concentrerà l’attività ispettiva sul prodotto finale, con l’obiettivo di garantire qualità, autenticità e tutela del consumatore.

Importazioni ed esportazioni: il nuovo certificato analisi

Nel nuovo assetto regolatorio rientra anche la disciplina delle importazioni di prodotti vitivinicoli, che interessa direttamente le aziende italiane esportatrici.
A partire dal 1° gennaio 2026, i vini esportati in Argentina dovranno essere accompagnati da un certificato di analisi rilasciato dall’autorità competente del Paese di origine o da un ente ufficialmente da essa autorizzato.

Il certificato di analisi ha la funzione di attestare l’autenticità e l’idoneità al consumo del prodotto e si inserisce nel quadro giuridico definito dalla normativa vitivinicola argentina, in particolare dalla Ley 14.878 e successive modifiche, che costituisce la base legislativa del sistema di controllo del vino in Argentina.

Dal punto di vista tecnico, i riferimenti analitici e metodologici richiamati dal sistema INV sono coerenti con gli standard internazionali definiti dall’OIV (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin), che rappresentano il riferimento condiviso per la definizione delle caratteristiche analitiche, qualitative e di autenticità dei prodotti vitivinicoli nel commercio internazionale.

Il certificato di analisi deve inoltre essere accompagnato da una Dichiarazione Giurata di importazione, redatta in formato elettronico, contenente i dati dell’operazione commerciale e dei prodotti esportati, secondo le procedure stabilite dall’INV.

Quadro normativo di riferimento: etichettatura e pratiche enologiche

La Risoluzione INV n. 37/2025, con il relativo Allegato I, definisce in modo organico il quadro normativo applicabile alla produzione, alla commercializzazione e al controllo dei prodotti vitivinicoli di competenza dell’INV.

Con riferimento all’etichettatura, non emergono modifiche sostanziali rispetto al quadro normativo previgente; la Risoluzione introduce tuttavia una designazione più specifica e dettagliata delle diverse categorie di prodotto, contribuendo a una maggiore chiarezza e sistematicità del contesto regolatorio.

Per quanto riguarda i prodotti importati, è precisato che le etichette devono soddisfare i medesimi requisiti previsti per i prodotti nazionali, con l’aggiunta dell’indicazione della ragione sociale, del numero di registrazione dell’importatore e del numero di lotto. Non è richiesta l’indicazione del numero di analisi di libera circolazione né del numero di analisi rilasciato dall’autorità competente del Paese di origine o da un ente ufficialmente riconosciuto.

In materia di standard e pratiche enologiche, la Risoluzione stabilisce che sono considerate lecite le pratiche previste International Code of Oenological Practices e International Oenological CODEX dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (OIV), nonché quelle ulteriori stabilite dall’INV.

Le indicazioni sopra riportate rientrano nell’attività di analisi e interpretazione normativa svolta dal Servizio Giuridico di Unione Italiana Vini sui principali mercati di destinazione dell’export vitivinicolo.

Implicazioni operative per le aziende vitivinicole

Il nuovo quadro normativo argentino combina semplificazione interna dei controlli e rafforzamento delle verifiche sul prodotto finale, con effetti diretti sulla gestione dell’export.

Per le aziende vitivinicole italiane diventa quindi essenziale:

  • assicurare la predisposizione corretta del certificato di analisi richiesto;
  • garantire la coerenza del dato analitico con gli standard OIV;
  • coordinare analisi, documentazione e dichiarazione giurata in modo strutturato, per evitare rallentamenti o criticità in fase di importazione.

Come gestire correttamente il certificato di analisi per l’export di vino in Argentina

Alla luce del nuovo quadro normativo argentino, la corretta gestione del certificato di analisi diventa un passaggio operativo centrale per le aziende vitivinicole che esportano verso questo mercato. Non si tratta solo di predisporre un documento formale, ma di coordinare in modo coerente requisiti analitici, riferimenti normativi e documentazione commerciale, assicurando che i dati riportati siano conformi agli standard internazionali OIV e pienamente allineati alle disposizioni dell’INV e alla normativa locale di riferimento.

Un approccio strutturato consente di ridurre il rischio di non conformità, ritardi doganali o contestazioni in fase di importazione, garantendo al tempo stesso la tracciabilità e l’affidabilità del prodotto. In questo contesto, Unione Italiana Vini supporta le imprese lungo l’intero processo, dall’impostazione corretta delle analisi richieste alla verifica della coerenza tecnico-giuridica della certificazione analitica per l’export, offrendo un accompagnamento integrato che consente alle aziende di affrontare il mercato argentino con maggiore sicurezza operativa e normativa.

Checklist operativa: strumenti e servizi utili per l’export di vino in Argentina

Di seguito una selezione di strumenti e servizi già disponibili, utili per gestire correttamente gli aspetti tecnici e normativi legati all’esportazione di vino verso l’Argentina:

  • Se hai bisogno di effettuare le analisi richieste per l’export
    → Certificato di analisi per l’esportazione in Argentina
  • Se hai bisogno di verificare i requisiti normativi applicabili nei Paesi terzi
    Banca dati COMEX – normativa vitivinicola internazionale

  • Se hai bisogno di interpretare correttamente il quadro normativo e gli obblighi di esportazione
    → Supporto specialistico su casi operativi di export vitivinicolo (vai al contact form)
  • Se hai bisogno di aggiornamenti costanti su normative e adempimenti di export
    → Contenuti di approfondimento e aggiornamento normativo UIV dedicati ai mercati esteri
    (vai al contact form)

Richiedi un supporto operativo dedicato per l’export in Argentina

Le aziende vitivinicole che esportano o intendono esportare vino in Argentina possono richiedere un supporto operativo dedicato per valutare correttamente l’impatto delle nuove disposizioni e impostare in modo strutturato l’intero processo di esportazione.

Attraverso il form sottostante è possibile segnalare la propria esigenza e ricevere un primo orientamento su analisi richieste, documentazione necessaria e corretta gestione del certificato di analisi in relazione al nuovo quadro normativo argentino, con l’obiettivo di prevenire criticità e operare in piena conformità.

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Ultimo aggiornamento: January 20, 2026 8:26 AM