Il bosco come risorsa agronomica nella gestione viticola: un caso di studio in Maremma

Un’azienda maremmana integra il bosco nel sistema produttivo viticolo: microclima, biodiversità e gestione del suolo ridefiniscono il concetto di vocazionalità territoriale. L'esperienza è presentata su Il Corriere Vinicolo

Data:

February 2, 2026

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1 minuto

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  • biodiversità
  • bosco e viticoltura
  • CV 4/2026
  • Franco Santini
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Testata del Corriere Vinicolo

Il bosco come fattore agronomico: biodiversità, microclima e scelte viticole

Quando si parla di vocazionalità viticola, il bosco è spesso relegato a elemento paesaggistico o vincolo ambientale. Il caso di studio raccontato nel contributo di Franco Santini ribalta questa prospettiva, proponendo una lettura del bosco come componente agronomica attiva, capace di incidere in modo misurabile sul comportamento della vite, sulla gestione del suolo e sulla qualità delle uve.

L’esperienza di Ampeleia, azienda maremmana di Roccatederighi, mostra come la presenza di una massa arborea estesa – oltre la metà dei 120 ettari aziendali – non sia frutto di un obbligo normativo, ma di una scelta produttiva consapevole. Nel contributo pubblicato su Il Corriere Vinicolo n. 04 (2 febbraio 2026), il vignaiolo Marco Tait descrive un modello agricolo in cui il dialogo tra vigneto e bosco diventa parte integrante del progetto viticolo.

Il bosco agisce come regolatore microclimatico, attenuando le escursioni termiche, stabilizzando l’umidità e riducendo la disidratazione dei suoli. Effetti osservabili sul campo, che si riflettono sul ritmo di maturazione, sull’equilibrio vegeto-produttivo e sulla composizione finale delle uve. Ma il ruolo della massa forestale non si esaurisce nella mitigazione climatica: diventa anche strumento di lettura del territorio nella fase progettuale, orientando le scelte varietali attraverso indicatori vegetazionali che integrano le analisi pedoclimatiche.

Il contributo affronta inoltre gli aspetti gestionali ed economici di questa impostazione, sottolineando come il bosco richieda interventi minimi e produca esternalità positive: maggiore stabilità idrica, incremento dell’attività biologica del suolo, contenimento naturale dei parassiti. Non mancano le criticità, dalla competizione radicale al rischio fitosanitario o incendi, che vengono però valutate in un’ottica di bilancio complessivo costi-benefici.

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Ultimo aggiornamento: February 2, 2026 6:13 PM