Dietary Guidelines 2025–2030: stop ai limiti numerici sull’alcol e confronto tra modello Usa ed Europa

Le nuove Dietary Guidelines for Americans 2025–2030 eliminano i riferimenti quantitativi sull’alcol. Portata e implicazioni della misura sono analizzate dall’Ufficio giuridico UIV; un ulteriore approfondimento mette a confronto il modello statunitense con quello europeo, fondato sulla graduazione del rischio. Su Il Corriere Vinicolo

Data:

February 16, 2026

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Testata del Corriere Vinicolo

Dietary Guidelines 2025–2030: stop ai limiti numerici sull’alcol e confronto tra modello Usa ed Europa

Le nuove Dietary Guidelines for Americans 2025–2030 introducono un cambiamento significativo nel modo in cui gli Stati Uniti comunicano le priorità nutrizionali e, in particolare, il consumo di alcol. Il documento, pubblicato il 7 gennaio 2026, si presenta in forma fortemente semplificata: dieci pagine contro le oltre centosessanta dell’edizione precedente, con un messaggio diretto sintetizzato nello slogan “eat real food”.

Nel numero 6 de Il Corriere Vinicolo del 16 febbraio 2026, il tema viene affrontato con un doppio livello di analisi. Da un lato, una pagina a cura dell’Ufficio giuridico UIV ricostruisce l’impianto istituzionale delle nuove Linee guida e le differenze rispetto al ciclo 2020–2025; dall’altro, l’articolo di Giulio Divo approfondisce il significato culturale e comunicativo della scelta americana, mettendola a confronto con l’approccio europeo.

La pagina dell’Ufficio giuridico evidenzia il cambiamento più rilevante sotto il profilo normativo: l’abbandono dei riferimenti quantitativi espliciti. Scompaiono il concetto di “drink equivalent” (14 grammi di alcol puro) e i limiti giornalieri differenziati per uomini e donne, sostituiti da raccomandazioni generali e indicazioni specifiche per categorie a rischio. Il messaggio di cautela resta, ma viene meno la struttura parametrica che caratterizzava le Linee guida precedenti.

Su questo terreno si innesta l’analisi di Giulio Divo, che interpreta la semplificazione non solo come scelta tecnica, ma come opzione comunicativa coerente con il contesto sanitario e culturale statunitense. L’eliminazione delle soglie numeriche, osserva l’articolo, non equivale a una neutralizzazione del rischio, bensì a una diversa modalità di rappresentarlo: meno misurabile, più sintetica, potenzialmente più ambigua.

Il confronto con l’Europa consente di cogliere la divergenza tra due modelli. Se negli Stati Uniti prevale una linea comunicativa essenziale, in Europa rimangono centrali soglie orientative e una graduazione del rischio fondata su parametri misurabili e campagne educative istituzionali. Non si tratta soltanto di una differenza regolatoria, ma di una diversa concezione del rapporto tra evidenza scientifica, norma e comunicazione pubblica.

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Ultimo aggiornamento: February 16, 2026 4:06 PM