La pagina dell’Ufficio giuridico evidenzia il cambiamento più rilevante sotto il profilo normativo: l’abbandono dei riferimenti quantitativi espliciti. Scompaiono il concetto di “drink equivalent” (14 grammi di alcol puro) e i limiti giornalieri differenziati per uomini e donne, sostituiti da raccomandazioni generali e indicazioni specifiche per categorie a rischio. Il messaggio di cautela resta, ma viene meno la struttura parametrica che caratterizzava le Linee guida precedenti.
Su questo terreno si innesta l’analisi di Giulio Divo, che interpreta la semplificazione non solo come scelta tecnica, ma come opzione comunicativa coerente con il contesto sanitario e culturale statunitense. L’eliminazione delle soglie numeriche, osserva l’articolo, non equivale a una neutralizzazione del rischio, bensì a una diversa modalità di rappresentarlo: meno misurabile, più sintetica, potenzialmente più ambigua.
Il confronto con l’Europa consente di cogliere la divergenza tra due modelli. Se negli Stati Uniti prevale una linea comunicativa essenziale, in Europa rimangono centrali soglie orientative e una graduazione del rischio fondata su parametri misurabili e campagne educative istituzionali. Non si tratta soltanto di una differenza regolatoria, ma di una diversa concezione del rapporto tra evidenza scientifica, norma e comunicazione pubblica.