Droni e IA per la biodiversità negli inerbimenti

Uno studio dell’Università di Brescia mostra come telerilevamento e intelligenza artificiale possano migliorare il monitoraggio degli inerbimenti e supportare una gestione più sostenibile del vigneto.

Data:

March 18, 2026

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Testata del Corriere Vinicolo

Droni e IA per la biodiversità negli inerbimenti

La sostenibilità del vigneto non dipende soltanto da ciò che accade sulla pianta, ma anche da ciò che cresce attorno ad essa e sotto di essa. In questo senso, la gestione dell’inerbimento interfilare rappresenta uno dei terreni più interessanti della viticoltura contemporanea, perché incrocia biodiversità, servizi ecosistemici, fertilità del suolo, controllo dell’erosione e capacità di costruire sistemi colturali più resilienti. Il problema, semmai, è che questa ricchezza biologica resta spesso difficile da osservare e ancora più difficile da misurare in modo sistematico. Le tecniche tradizionali di monitoraggio richiedono tempo, competenze specialistiche e difficilmente riescono a restituire una mappatura ampia, comparabile e davvero utile alle decisioni aziendali. È qui che il telerilevamento e l’intelligenza artificiale possono trasformarsi da semplice promessa tecnologica a strumento operativo.

Su Il Corriere Vinicolo n. 10 del 16 marzo 2026, I. Ghiglieno, G. Tariku, A. Sanchez Morochio, L. Facciano, C.Birolleau, F. Gentilin, S. Mangiapane, S. Simonetto e G. Gilioli dell’Agrofood Research Hub, DiCATAM, Università degli Studi di Brescia presentano i risultati di uno studio dedicato proprio alla mappatura della vegetazione di copertura del suolo nei vigneti mediante immagini da drone e modelli di intelligenza artificiale. Il contributo mostra come l’integrazione tra immagini RGB ad alta risoluzione, competenze botaniche e modelli di segmentazione possa aprire la strada a strumenti rapidi, economici e scalabili per identificare e classificare le comunità vegetali presenti negli interfilari. Il valore del lavoro, tuttavia, non sta soltanto nella prestazione tecnica dei modelli, ma nella prospettiva che ne deriva: poter leggere meglio la biodiversità funzionale del vigneto, collegarla ai servizi ecosistemici e usarla per progettare inerbimenti più mirati. In altre parole, non una tecnologia che sostituisce l’osservazione agronomica, ma una tecnologia che la rende più estesa, più precisa e più utile alla gestione.

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Ultimo aggiornamento: March 18, 2026 8:26 AM