Export frizzanti, l’Europa continentale guadagna peso
Nel primo trimestre 2026 l’export dei vini frizzanti italiani arretra in valore e nei prezzi medi. Germania e Stati Uniti restano in testa, ma crescono Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Irlanda.
September 1, 2026
2 minuti

Export frizzanti, l’Europa continentale guadagna peso
L’export dei vini frizzanti italiani apre il 2026 con un arretramento in valore e una geografia commerciale sempre più concentrata sull’Europa. Stati Uniti e Germania rimangono le principali destinazioni, ma la crescita di Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia segnala uno spostamento verso i mercati continentali e orientali. Perdono invece slancio destinazioni che in passato sembravano promettenti, a cominciare dal Messico.
Nell’articolo pubblicato su Il Corriere Vinicolo n. 26/2026 del 31 agosto, “Dossier Frizzanti – 13ª edizione”, Carlo Flamini dell’Osservatorio del vino UIV analizza l’andamento delle esportazioni e la composizione dei mercati. Dopo un 2025 chiuso con una flessione del 4% in valore, nel primo trimestre 2026 il calo raggiunge il 12,5%. La riduzione riflette soprattutto la discesa dei prezzi medi, scesi a 2,61 euro al litro, il 10% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.

Le dinamiche cambiano secondo la categoria. I prezzi dei frizzanti Dop limitano la contrazione al 4%, mentre i vini comuni cedono il 10% e gli Igp il 16%, passando da 2,80 a 2,30 euro al litro. L’unico segnale positivo riguarda i volumi dei frizzanti comuni, cresciuti del 7%, anche per effetto dello smaltimento di prodotto proveniente da declassamenti delle fasce superiori.
Germania e Stati Uniti generano insieme il 40% del valore complessivo dell’export. Alle loro spalle si rafforza l’Europa continentale e orientale: Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia arrivano a sfiorare il 20% del valore prodotto all’estero. Repubblica Ceca e Slovacchia mostrano inoltre un’incidenza particolarmente elevata dei frizzanti sul totale del vino confezionato importato dall’Italia: una bottiglia su due appartiene alla categoria. Da osservare anche l’Irlanda, che assorbe volumi quasi doppi rispetto al Regno Unito e genera un valore quasi triplo.
L’analisi evidenzia specializzazioni differenti. La Germania guida le destinazioni dei frizzanti Dop, seguita da Repubblica Ceca e Irlanda; gli Stati Uniti restano il primo mercato degli Igp, trainati dal Lambrusco Emilia, nonostante una riduzione superiore al 30%. Per i vini comuni, Usa e Germania conservano le prime posizioni, mentre Austria e Repubblica Ceca guadagnano spazio.
Il quadro restituisce un comparto più prudente ed eurocentrico. Dopo anni di esplorazione dei mercati lontani, l’export dei frizzanti italiani trova oggi le spinte più interessanti nei Paesi europei, soprattutto verso Est.