Dal riconoscimento automatico dei grappoli al controllo della fermentazione, l’Intelligenza artificiale sta ampliando le possibilità di osservare e governare la filiera vitivinicola. La crescente variabilità ambientale rende infatti più difficile prevedere il comportamento del sistema vite-vino basandosi soltanto sull’esperienza, che rimane fondamentale ma deve confrontarsi con una quantità sempre maggiore di variabili. Database, sistemi informativi e strumenti di supporto alle decisioni hanno preparato il terreno all’impiego di Machine Learning e Deep Learning, capaci di integrare grandi volumi di dati e trasformarli in indicazioni tecniche e gestionali.
Le applicazioni dell’AI dalla viticoltura di precisione all’enologia intelligente sono analizzate su Il Corriere Vinicolo27/2026 da Alessio Tugnolo, Roberto Beghi, Riccardo Guidetti e Valentina Giovenzana, del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano (DISAA).
In vigneto, immagini raccolte da droni o veicoli terrestri permettono di contare i grappoli, valutare la vigoria e riconoscere precocemente malattie o stress. L’integrazione fra immagini termiche, dati meteorologici e sensori aiuta inoltre a stimare lo stato idrico della vite e a ottimizzare l’irrigazione. Misure ottiche prossimali possono infine anticipare parametri qualitativi delle uve, tra cui contenuto zuccherino, acidità, antociani e polifenoli.