Vini frizzanti in Gdo: una domanda da ricostruire

Nel primo semestre 2026 i vini frizzanti perdono il 5,4% in valore nella Grande distribuzione. Circana, Conad e Pam Panorama concordano: il problema non è soltanto il prezzo, ma la perdita di ruolo e di occasioni di consumo.

Data:

September 3, 2026

Tempo di lettura:

2 minuti

Testata del Corriere Vinicolo

Vini frizzanti in Gdo: una domanda da ricostruire

Nella Grande distribuzione i vini frizzanti non attraversano una flessione congiunturale, ma una perdita strutturale di centralità. Nel primo semestre 2026 il segmento arretra del 5,4% in valore, mentre il vino nel complesso limita il calo all’1,2% e gli spumanti crescono del 2,9%. Il problema non sembra dipendere dai prezzi: a indebolirsi sono il ruolo della categoria e le occasioni di consumo.

Due contributi pubblicati su Il Corriere Vinicolo n. 26/2026 del 31 agosto, “Dossier Frizzanti – 13ª edizione”, analizzano il fenomeno da prospettive complementari. Fabio Ciarla e Franco Santini raccolgono la lettura di Virgilio Romano di Circana; Fabio Ciarla confronta anche le valutazioni di Manuela Cilia di Conad e Walter Stassi di Pam Panorama.

Secondo Romano, i frizzanti rappresentano il segmento più esposto del comparto vino. Lambrusco, bianchi e rosati seguono la stessa direzione, pur per ragioni differenti: il primo risente dell’erosione delle abitudini quotidiane; gli altri hanno perso spazio con l’espansione degli spumanti. In promozione, uno spumante può costare quanto un frizzante a prezzo pieno, ma viene percepito come più festivo, contemporaneo e capace di “fare figura”.

Gli sconti non bastano più a invertire la tendenza. Sul frizzante la quota dei volumi in promozione supera il 41%, ma arretra, mentre sullo spumante sfiora il 52% ed è in crescita. La promozione può difendere le vendite, ma non ricostruisce la domanda di fondo. Anche i formati alternativi offrono risposte limitate: il bottiglione da 1,5 litri perde terreno e la lattina resta marginale.

Le testimonianze di Conad e Pam Panorama confermano un calo che coinvolge valore, volumi e unità vendute, a fronte di prezzi medi stabili. La categoria appare frammentata e territoriale. Lambrusco e Prosecco hanno diffusione nazionale, mentre Pignoletto, Bonarda, Ortrugo, Ribolla e altre tipologie conservano soprattutto un radicamento locale. Il territorio può rappresentare una via d’uscita, se sostenuto da assortimenti coerenti, qualità riconoscibile e nuove modalità di consumo.

Il nodo resta il rapporto con le generazioni più giovani. Il frizzante possiede caratteristiche potenzialmente attuali, come gradazione accessibile, facilità di beva e vocazione conviviale, ma continua a essere percepito come tradizionale e meno aspirazionale dello spumante. Per tornare a crescere non basta cambiare il messaggio: occorre ricostruire una funzione concreta del prodotto nelle nuove occasioni di consumo.