In questo quadro si inserisce anche la riflessione, richiamata nel testo, del Gabriele Gorelli, secondo cui il vino rappresenta un caso quasi unico tra i settori merceologici, perché tende a giudicare negativamente i propri consumatori quando non sono esperti, impostando la relazione in modo sbilanciato e poco inclusivo.
La strategia delineata dal Concours Mondial de Bruxelles si fonda su tre aspettative chiave: fiducia, accessibilità ed esperienza. La fiducia deriva dalla selettività del riconoscimento e dalla solidità del metodo di degustazione; l’accessibilità passa attraverso la semplificazione del linguaggio e l’adozione di strumenti visivi – pittogrammi, ruote aromatiche, schede sintetiche – capaci di tradurre le note di degustazione in profili sensoriali più immediati, anche grazie al supporto dell’intelligenza artificiale. Il valore dell’esperienza, infine, introduce una dimensione più ludica ed educativa, legata alla convivialità, al piacere e alla scoperta.