Mercosur, la Francia punta sul mercato brasiliano
La riduzione graduale dei dazi apre nuove prospettive ai vini francesi nel Mercosur. Il Brasile è il mercato prioritario, ma prezzo, notorietà e distribuzione restano decisivi.
August 4, 2026
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Mercosur, la Francia punta sul mercato brasiliano
Per la vitivinicoltura francese l’accordo tra Unione europea e Mercosur presenta un equilibrio delicato. Mentre altri comparti agricoli temono la concorrenza dei prodotti sudamericani, i produttori di vino guardano con interesse alla progressiva riduzione dei dazi, finora particolarmente penalizzanti per le esportazioni europee. I benefici non saranno però immediati né uniformi: soltanto alcuni spumanti di alta gamma dovrebbero ottenere una liberalizzazione iniziale, mentre per molti vini fermi il percorso potrà richiedere fino a otto anni.
Nell’analisi di Christophe Andrieu, pubblicata sul numero 25 de Il Corriere Vinicolo, il Brasile emerge come il principale obiettivo commerciale. Dei 238 milioni di euro attribuiti al mercato vinicolo del Mercosur, circa 205 milioni fanno capo al Paese. Nel 2025 le esportazioni francesi di vini e distillati verso il blocco hanno raggiunto 67 milioni di euro, 61 milioni dei quali relativi al solo vino. Il Brasile ne ha assorbiti 47,9 milioni, ripartiti tra 16,9 milioni per gli spumanti e 31 milioni per i vini fermi.

La presenza di una cultura del vino e di una fascia di consumatori orientata verso prodotti di pregio rende il Brasile più accessibile rispetto ad altri mercati emergenti. La riduzione dei dazi potrà attenuare il differenziale di prezzo, ma non produrrà domanda in modo automatico. Secondo Paul Fabre, direttore dell’Ivso, senza iniziative collettive strutturate la crescita potrebbe limitarsi al 10-15% in tre anni; programmi rivolti a importatori, distributori e sommelier potrebbero invece favorire un aumento del 30% in cinque anni.
La Francia dovrà confrontarsi con produttori italiani e spagnoli, facendo leva sulla reputazione delle proprie denominazioni e sulla protezione delle Indicazioni geografiche. Cahors e Madiran dispongono di un legame particolare con il Sud America, dove Malbec e Tannat sono divenuti vitigni identitari. Comunicare Cahors come origine francese del Malbec e Madiran come terra natale europea del Tannat può trasformare questa parentela storica in uno strumento di differenziazione.
L’accordo offre dunque una prospettiva di sviluppo, ma non un facile mercato sostitutivo rispetto al calo dei consumi interni. Notorietà, investimenti commerciali e capacità distributiva stabiliranno quali aziende riusciranno davvero a coglierne le opportunità.