Residui fitosanitari, gestione integrata verso la vendemmia 2026

Il caso Metossifenozide mostra che il controllo finale non basta: per la vendemmia 2026 servirà una gestione preventiva e integrata dei residui fitosanitari.

Data:

May 22, 2026

Tempo di lettura:

2 minuti

Argomenti:
Testata del Corriere Vinicolo

Residui fitosanitari, gestione integrata verso la vendemmia 2026

La gestione dei residui fitosanitari nel vino non può più essere affidata soltanto al controllo finale sul prodotto. Il caso della Metossifenozide, emerso con particolare evidenza nella vendemmia 2025, ha mostrato quanto il tema sia più complesso del semplice rispetto dei limiti analitici. La presenza di un residuo può infatti assumere significati diversi a seconda del contesto normativo, dell’uso autorizzato del principio attivo e della fase produttiva in cui viene rilevata.

Il tema è affrontato nella pagina Labo pubblicata su Il Corriere Vinicolo 16/2026, con un approfondimento dedicato alle riflessioni operative in vista della vendemmia 2026. Al centro vi è il caso della Metossifenozide, insetticida utilizzato in passato contro la tignoletta della vite e oggi non più autorizzato su colture in campo aperto. La sostanza, ammessa nei programmi di difesa fino al 2024, è stata poi oggetto di una restrizione normativa che ne limita l’uso alle colture in serra, con esclusione della vite nel recepimento nazionale.

La discontinuità tra vendemmie è il punto critico. Se nel 2024 eventuali residui risultavano coerenti con un uso autorizzato, nel 2025 la loro presenza ha assunto un significato diverso, con possibili implicazioni sulla commerciabilità anche in presenza di valori inferiori al limite massimo di residuo. Le criticità emerse hanno riguardato soprattutto la gestione delle masse e l’individuazione tardiva di residui, talvolta non rilevati nelle fasi iniziali e poi quantificabili dopo processi di concentrazione.

Da qui la necessità di un cambio di approccio. Come sottolinea Katia Guardini, responsabile del Laboratorio Analisi di Unione Italiana Vini, in vista della vendemmia 2026 diventa centrale una gestione più strutturata e preventiva: selezione e monitoraggio dei conferitori, controlli analitici già all’ingresso delle uve, presidio sulle masse e sui prodotti intermedi. L’obiettivo non è soltanto verificare la conformità finale, ma intercettare eventuali criticità prima che si consolidino nel prodotto finito.

Il Laboratorio di Unione Italiana Vini supporta le aziende in questo percorso attraverso attività analitiche mirate e un approccio orientato alla prevenzione del rischio. In un contesto in cui normativa, mercato e processi produttivi richiedono una gestione sempre più consapevole dei residui, prepararsi in anticipo diventa un fattore determinante per garantire continuità operativa e competitività.

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Ultimo aggiornamento: May 22, 2026 11:31 AM