Stipendi, nuove regole sulla trasparenza

Con il recepimento della Direttiva UE 2023/970, la trasparenza retributiva cambia il rapporto tra aziende e dipendenti, anche nel settore vitivinicolo.

Data:

June 15, 2026

Tempo di lettura:

2 minuti

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  • News
  • Il Corriere Vinicolo
  • Andrea Pecchioni
  • CV 19/2026
  • Direttiva UE 2023/970
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  • stipendi
  • trasparenza retributiva
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Testata del Corriere Vinicolo

Stipendi, nuove regole sulla trasparenza

La trasparenza retributiva è destinata a modificare in profondità il rapporto tra imprese e lavoratori. Con il recepimento della Direttiva UE 2023/970, le aziende saranno chiamate a rendere più chiari i criteri con cui vengono determinate le retribuzioni e a motivare eventuali differenze salariali sulla base di elementi oggettivi, documentabili e verificabili. L’obiettivo è rafforzare il principio della parità retributiva tra uomini e donne per lo stesso lavoro o per un lavoro di pari valore, riducendo il gender pay gap e rendendo più trasparenti le politiche salariali.

Il tema è al centro dell’articolo di Andrea Pecchioni, fondatore e direttore di WineJob, pubblicato su Il Corriere Vinicolo19 del 15 giugno 2026. Il contributo analizza le novità introdotte dal 7 giugno 2026 e il loro possibile impatto sulle aziende del vino. Ogni lavoratore potrà richiedere informazioni sui livelli retributivi medi dei colleghi che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore, mentre il datore di lavoro dovrà rispondere entro 60 giorni. Le imprese saranno inoltre chiamate a definire con maggiore precisione criteri, mansioni, responsabilità e obiettivi delle posizioni, anche in fase di selezione.

Per il settore vitivinicolo il cambiamento può essere particolarmente rilevante. Molte imprese sono cresciute su relazioni personali, rapporti fiduciari, negoziazioni individuali e storicità dei ruoli, senza strutture retributive formalizzate. In un contesto di maggiore trasparenza, questi elementi possono non bastare più: differenze salariali e percorsi di crescita dovranno essere ricondotti a criteri misurabili, come seniority, responsabilità, competenze tecniche, risultati, complessità del ruolo o numero di collaboratori coordinati. La nuova disciplina non va quindi letta soltanto come un obbligo normativo, ma come un’occasione per costruire sistemi più chiari, attrattivi e meritocratici. Per le aziende del vino, dotarsi di un modello retributivo strutturato può significare prevenire conflitti, trattenere competenze e rafforzare la propria capacità di attrarre talenti qualificati.

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Ultimo aggiornamento: June 15, 2026 12:12 PM