Camping e vino: nuovo canale per l’Italia
L’evoluzione del turismo outdoor trasforma camping, villaggi vacanze e glamping in un canale sempre più interessante per il vino italiano, tra ristorazione, territorialità e nuove esperienze per gli ospiti.
June 15, 2026
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Camping e vino: nuovo canale per l’Italia
Il turismo all’aria aperta non è più un segmento laterale dell’ospitalità, né un canale da associare soltanto a consumi essenziali e prezzo basso. Camping, villaggi vacanze e glamping hanno alzato il livello dei servizi, ampliato l’offerta ristorativa e costruito esperienze sempre più vicine al territorio. In questo passaggio il vino italiano trova uno spazio nuovo: non più presenza accessoria nei minimarket, ma elemento identitario nei ristoranti, nei beach bar, nelle degustazioni e nelle proposte pensate per una clientela internazionale, giovane e curiosa.
Il tema è al centro dell’articolo di Andrea Guolo pubblicato su Il Corriere Vinicolo 19 del 15 giugno 2026. Il servizio racconta l’evoluzione del turismo outdoor attraverso casi concreti, dal distretto veneziano di Cavallino Treporti al Marina di Venezia, dalle strutture di Aurore Development ai glamping di Vacanze col Cuore, fino alle esperienze di Pagnan Group e Le Palme Village. Ne emerge un canale in trasformazione, dove il vino accompagna l’upgrade dell’offerta e dialoga con ristorazione, ospitalità e valorizzazione dei territori.

Secondo le stime raccolte da Faita Federcamping, il vino nei camping italiani può valere tra 350 e 500 milioni di euro l’anno. Il dato non va letto solo in termini quantitativi: il punto decisivo è la qualità della domanda. Bianchi, rosati e bollicine rispondono alla stagionalità estiva, ma cresce anche l’interesse per etichette locali, degustazioni guidate, serate con le cantine, visite nell’entroterra e percorsi di avvicinamento per ospiti stranieri o non ancora esperti. Per le aziende vitivinicole si apre dunque una possibilità precisa: uscire dalla logica della semplice fornitura e costruire partnership con strutture capaci di intercettare consumatori nel luogo stesso della vacanza. Anche perché l’ospite non deve rimettersi alla guida dopo una cena o un aperitivo, e questo rende il contesto particolarmente favorevole al consumo consapevole. Il camping, da “cenerentola” del turismo, può diventare una porta d’ingresso al vino italiano.
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