Vino in spiaggia, consumi in crescita

Nei beach club il vino resta protagonista tra pranzo e aperitivo. Crescono bollicine, bianchi, rosati e interesse dei giovani.

Data:

July 7, 2026

Tempo di lettura:

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Testata del Corriere Vinicolo

Vino in spiaggia, consumi in crescita

Il vino continua a trovare nella spiaggia uno dei contesti più dinamici del consumo estivo. Nei beach club, sempre più orientati a una proposta di ospitalità completa, il food & beverage assume un peso crescente nei fatturati e il calice mantiene un ruolo centrale soprattutto nei momenti del pranzo, dell’aperitivo e della cena. Non si tratta solo di quantità: cambiano le preferenze, i formati, le occasioni di consumo e il modo in cui il vino viene raccontato al pubblico.

Il tema è al centro dell’articolo di Andrea Guolo pubblicato su Il Corriere Vinicolo n. 22 del 6 luglio 2026. Attraverso le voci di operatori attivi in Liguria, Puglia, Sicilia e Veneto, l’articolo restituisce una prima fotografia della stagione balneare 2026, segnata da consumi in crescita nella fase iniziale e da una domanda sempre più orientata verso vini freschi, immediati, identitari e adatti al contesto marino.

Le bollicine restano la categoria più trasversale, capaci di accompagnare aperitivo, pranzo leggero e cena. Accanto a Prosecco e metodo classico, crescono i bianchi giovani, sapidi e minerali, i rosati fermi e spumantizzati e le etichette territoriali, percepite come parte integrante dell’esperienza di luogo. Il vino, nei beach club più evoluti, non è più una semplice fornitura, ma un elemento di racconto, servizio e partnership tra produttori e strutture balneari. Più prudente, invece, la lettura sui dealcolati: il segmento è osservato con attenzione, ma resta ancora una nicchia, mentre appare più vicino alle esigenze della spiaggia il vino a bassa gradazione. Interessante anche il rapporto con la Gen-Z: i giovani non abbandonano il vino, ma lo scelgono in modo diverso, privilegiando qualità, racconto, accessibilità, moderazione e consumo al calice.