L’indagine osserva ciò che accade sia sopra sia sotto il suolo. Le chiome possono modificare irraggiamento, temperatura, umidità e ventilazione, con possibili effetti sullo stress idrico e termico della vite. Gli apparati radicali, invece, possono entrare in competizione per acqua e nutrienti, ma anche migliorare porosità, stabilità del terreno e capacità di infiltrazione.
VitiSilvA studia inoltre il sequestro del carbonio, la qualità del suolo, la biodiversità e la presenza di insetti vettori di fitoplasmosi. I dati raccolti nei singoli vigneti saranno poi estesi a scala aziendale e territoriale attraverso modelli dedicati alla valutazione dei servizi ecosistemici.
Al termine del progetto saranno elaborate linee guida per le aziende interessate ai sistemi agroforestali. La progettazione dovrà comunque considerare tipologia di interazione, distanza dalle viti, caratteristiche del suolo, scelta delle specie e monitoraggio pluriennale. I benefici della vitiforestry, infatti, non possono essere valutati nel breve periodo, ma richiedono una visione agronomica e territoriale di medio-lungo termine.