Barzagli e Binotto, il tempo lento della vigna

Dal calcio e dalla Formula 1 alla produzione vinicola: due percorsi nei quali attesa, territorio e lavoro di squadra diventano un nuovo orizzonte.

Data:

September 9, 2026

Tempo di lettura:

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Testata del Corriere Vinicolo

Barzagli e Binotto, il tempo lento della vigna

La pressione del risultato, la velocità e la ricerca della prestazione possono trovare nel vino un contrappeso fatto di attesa, natura e relazioni. È ciò che è accaduto ad Andrea Barzagli, ex difensore della Nazionale e della Juventus, e a Mattia Binotto, ingegnere e manager della Formula 1 oggi Team Principal di Audi. Provenienti da esperienze professionali dominate dal tempo e dalla competizione, entrambi hanno scelto di misurarsi con i ritmi lunghi della vigna: non attraverso semplici investimenti d’immagine, ma con progetti legati a territori d’adozione e concepiti per durare.

Il confronto, raccolto da Francesca Ciancio su Il Corriere Vinicolo 27/2026, mette Barzagli e Binotto davanti alla stessa serie di domande. Il primo ha fondato nel 2008 Le Casematte insieme a Gianfranco Sabbatino, scegliendo i terrazzamenti affacciati sullo Stretto di Messina e contribuendo al rilancio della Doc Faro. Il secondo ha avviato in Trentino il progetto Eleusi, dedicato a un vino bianco d’altitudine e inaugurato con lo Chardonnay “Animantica”. Per Barzagli il legame con la Sicilia nasce dagli anni trascorsi a Palermo e dall’amicizia con il socio; per Binotto la scelta del Trentino risponde alla ricerca del terroir più adatto e alla volontà di mantenere un rapporto diretto e frequente con la cantina.

Nelle loro esperienze, calcio, Formula 1 e vino condividono attenzione ai dettagli, selezione delle competenze e centralità del gruppo. Barzagli riconosce nell’azienda agricola le stesse dinamiche di una squadra: il risultato dipende dall’unità e dalla precisione con cui ciascuno svolge il proprio compito. Binotto porta invece in cantina il metodo del miglioramento continuo, fondato sull’analisi degli errori e sul perfezionamento di processi e materiali. Il vino introduce però una misura diversa del tempo: l’attesa della vendemmia, l’imprevedibilità della natura e, per “Animantica”, un affinamento di tre anni più uno in bottiglia. Entrambi considerano le proprie aziende investimenti di lungo periodo, sostenuti prima di tutto dalla passione. Ne emerge anche una lettura del settore: recuperare il tempo del racconto, custodire la propria identità e affidarsi alla qualità, senza inseguire l’esposizione fine a se stessa.