La grappa italiana affronta una fase di difficoltà, segnata dal calo del consumo a fine pasto, dalla concorrenza di altri distillati e dalla fatica di raggiungere le nuove generazioni. Nel 2025 ne sono state prodotte oltre 25 milioni di bottiglie, mentre nei dodici mesi chiusi ad agosto le vendite nella Grande distribuzione hanno registrato una flessione del 6% a volume e del 5,9% a valore. Sono dati che descrivono soltanto una parte del mercato, ma che sollecitano una riflessione sul posizionamento e sulle prospettive di un distillato strettamente legato alla filiera vitivinicola.
A questo scenario è dedicato il dossier pubblicato su Il Corriere Vinicolo 33/2026, con contributi di Fabio Ciarla e Franco Santini e interviste a Sebastiano Caffo, presidente del Consorzio Nazionale Grappa, Elvio Bonollo di Bonollo 1908, Giulia Berta delle Distillerie Berta e Alessandro Marzadro, presidente dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino. Le testimonianze affrontano da prospettive complementari la necessità di rinnovare la comunicazione, promuovere il prodotto, tutelarne il nome e costruire nuove relazioni con il consumatore.