Grappa italiana: mercato, promozione e nuove prospettive

Dalla crisi dei consumi alle opportunità dell’export e del turismo in distilleria: quattro voci del settore analizzano le sfide per il futuro della grappa.

Data:

October 23, 2026

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Grappa italiana: mercato, promozione e nuove prospettive

La grappa italiana affronta una fase di difficoltà, segnata dal calo del consumo a fine pasto, dalla concorrenza di altri distillati e dalla fatica di raggiungere le nuove generazioni. Nel 2025 ne sono state prodotte oltre 25 milioni di bottiglie, mentre nei dodici mesi chiusi ad agosto le vendite nella Grande distribuzione hanno registrato una flessione del 6% a volume e del 5,9% a valore. Sono dati che descrivono soltanto una parte del mercato, ma che sollecitano una riflessione sul posizionamento e sulle prospettive di un distillato strettamente legato alla filiera vitivinicola.

A questo scenario è dedicato il dossier pubblicato su Il Corriere Vinicolo 33/2026, con contributi di Fabio Ciarla e Franco Santini e interviste a Sebastiano Caffo, presidente del Consorzio Nazionale Grappa, Elvio Bonollo di Bonollo 1908, Giulia Berta delle Distillerie Berta e Alessandro Marzadro, presidente dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino. Le testimonianze affrontano da prospettive complementari la necessità di rinnovare la comunicazione, promuovere il prodotto, tutelarne il nome e costruire nuove relazioni con il consumatore.

Per Caffo il rilancio richiede investimenti promozionali e nuovi mercati, con particolare attenzione alle opportunità che potrebbero derivare dall’accordo tra Unione europea e Mercosur e dalla tutela della denominazione Grappa. Bonollo pone al centro la cultura della degustazione, la ricerca tecnologica e l’economia circolare, che consente di valorizzare anche i residui della distillazione.

Berta propone di rafforzare il marchio collettivo “Grappa” e racconta il ruolo dell’accoglienza nelle distillerie per superare un’immagine legata quasi esclusivamente al fine pasto. Marzadro insiste infine sulla necessità di trasformare le visite in un’offerta organizzata, prenotabile e capace di generare relazioni durature. Ne emerge una sfida comune: rendere riconoscibile il valore della grappa senza perdere il legame con la materia prima, i territori e il vino.