Secondo Miravalle, l’attuale fase del comparto segna la fine di un periodo di espansione relativamente stabile e obbliga le imprese a ripensare strategie e modelli operativi. In questo scenario la figura dell’agente non può più limitarsi alla semplice intermediazione commerciale: il mercato richiede professionisti capaci di offrire una consulenza completa, che integri conoscenze tecniche, normative e commerciali.
La conoscenza dei mercati di riferimento, dei prezzi e delle dinamiche normative diventa quindi una componente essenziale del lavoro degli intermediari, che contribuiscono in modo significativo alla movimentazione di grandi volumi di vino e, più in generale, alla circolazione economica dell’intera filiera.
Un ruolo che si rafforza anche sul fronte logistico e internazionale. Nel corso degli ultimi decenni l’attività di intermediazione si è infatti estesa a nuovi mercati europei e extraeuropei, con una crescente attenzione alla gestione dei trasporti e delle operazioni commerciali legate al vino sfuso.