Istituti agrari e viticoltura: il modello formativo che porta al titolo di enotecnico

Dall’intervista a Patrizia Marini alle esperienze di Conegliano, Marsala e Ascoli Piceno, su Il Corriere Vinicolo 2/2026, un’analisi sul ruolo degli istituti agrari nella formazione dei tecnici della viticoltura ed enologia

Data:

January 22, 2026

Tempo di lettura:

2 minuti

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Testata del Corriere Vinicolo

Istituti agrari e viticoltura: il modello formativo che porta al titolo di enotecnico

La formazione tecnica in viticoltura ed enologia rappresenta oggi uno dei nodi strategici per il futuro del comparto vitivinicolo italiano. In un contesto produttivo che richiede competenze sempre più specialistiche, il percorso degli istituti agrari con articolazione in Viticoltura ed Enologia si distingue come un modello formativo solido, fortemente orientato alla pratica e capace di offrire sbocchi professionali concreti già durante il periodo di studio.

Sul numero 02/2026 de Il Corriere Vinicolo, l’intervista a Patrizia Marini, presidente della Rete Nazionale degli Istituti Agrari (Renisa), ricostruisce l’evoluzione del titolo di enotecnico, oggi equiparato al V livello EQF. Un riconoscimento che colloca il sesto anno di specializzazione in una posizione intermedia tra il diploma e la laurea triennale, rendendo la qualifica spendibile anche a livello europeo. Marini sottolinea come questo percorso, unico nel suo genere, integri formazione teorica, attività in vigneto e cantina, sicurezza sul lavoro e competenze tecnico-scientifiche, rispondendo a una domanda di tecnici che supera l’offerta disponibile.

La consegna del titolo di Perito agrario honoris causa a Patrizia Marini da parte del presidente nazionale dei Periti agrari, Mario Braga, nel 2025 a Napoli sotto gli occhi di alcuni neodiplomati

Accanto all’intervista, l’articolo dà voce alle scuole, mettendo in luce tre casi emblematici. L’Istituto “G. B. Cerletti” di Conegliano, storica scuola enologica italiana, rivendica il valore di una didattica basata su azienda agraria, cantina didattica e laboratori, con il sesto anno concepito come vera specializzazione tecnica. L’Istituto Tecnico Agrario “Abele Damiani” di Marsala evidenzia un modello fortemente integrato con il tessuto produttivo locale, nel quale pratica quotidiana, sostenibilità e collaborazione con le imprese favoriscono un rapido inserimento professionale. L’Istituto di Istruzione Superiore “Celso Ulpiani” di Ascoli Piceno mostra infine come la formazione agraria possa evolvere in un polo agroalimentare complesso, capace di unire didattica, produzione, ricerca e valorizzazione del territorio.

Nel loro insieme, queste esperienze restituiscono l’immagine di una rete formativa articolata e vitale, che forma tecnici altamente qualificati e svolge un ruolo concreto di supporto allo sviluppo del sistema vitivinicolo nazionale. La sfida, come emerge chiaramente dall’analisi, è oggi quella di rendere questo patrimonio più visibile, riconosciuto e replicabile.

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Ultimo aggiornamento: January 22, 2026 9:15 AM