Aspettando Simei 2026, Teo Musso: «Una birra italiana e territoriale»
Il presidente del Consorzio Birra Italiana anticipa contenuti e obiettivi della presenza brassicola a Simei 2026: luppolo nazionale, filiera agricola, territorialità e innovazione.
July 29, 2026
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Aspettando Simei 2026, Teo Musso: «Una birra italiana e territoriale»
Una birra legata alla terra, riconoscibile per l’origine italiana delle materie prime e capace di entrare nella quotidianità dei consumatori. È questa la visione che il movimento brassicolo artigianale porterà a Simei 2026, il Salone internazionale dedicato alle tecnologie per enologia, beverage e imbottigliamento, in programma dal 17 al 20 novembre a Fiera Milano Rho. La manifestazione amplierà lo spazio riservato al settore con un focus sul luppolo italiano, un convegno dedicato alla filiera agricola e il primo concorso per birre artigianali prodotte esclusivamente con ingredienti nazionali.
Nell’intervista di Fabio Ciarla pubblicata sul numero 25 de Il Corriere Vinicolo, Teo Musso, creatore di Birra Baladin e presidente del Consorzio Birra Italiana, presenta il percorso che condurrà all’appuntamento di novembre. Il Consorzio riunisce oggi aziende che rappresentano il 26% della birra artigianale italiana, oltre la metà del malto prodotto nel Paese e più del 95% dei circa cento ettari coltivati a luppolo, concentrati soprattutto in Piemonte, Emilia e Umbria. L’obiettivo è consolidare l’identità agricola della birra italiana e rendere più visibile il rapporto tra prodotto, materie prime e territorio.

A Simei, produttori agricoli e birrai si confronteranno sul raccolto 2026 e sugli effetti che varietà, coltivazione e lavorazione del luppolo esercitano sul risultato finale. Il programma comprenderà inoltre il primo Concorso Birra Italiana, riservato alle produzioni realizzate con malto e luppolo nazionali. Territorialità e filiera diventano così strumenti per rafforzare le imprese e sviluppare forme di birraturismo capaci di avvicinare il pubblico a un processo produttivo ancora poco conosciuto.
L’intervista affronta anche le Italian Grape Ale, il segmento no e low alcohol e la fase di maturità attraversata dalla birra artigianale dopo gli anni di maggiore espansione. Per Musso, la risposta a un mercato non facile non consiste nell’inseguire una sostituzione del vino, ma nel leggere con rapidità l’evoluzione dei gusti, investire nella ricerca e costruire identità aziendali solide. La birra deve restare una bevanda popolare, ma può acquisire una più precisa fisionomia italiana attraverso l’origine delle materie prime, la microterritorialità e la capacità d’innovare.