DNews: il vino deve imparare a parlare ai giovani

Il nuovo numero del Corriere delle Donne del Vino, allegato de Il Corriere Vinicolo 24/2026, mette al centro il rapporto con le nuove generazioni, la ristorazione, i territori, l’enoturismo e la leadership femminile.

Data:

July 24, 2026

Tempo di lettura:

2 minuti

Testata del Corriere Vinicolo

DNews: il vino deve imparare a parlare ai giovani

Parlare ai giovani non significa semplificare il vino fino a svuotarlo della sua complessità. Significa piuttosto cambiare prospettiva, linguaggio e modalità di relazione, accettando che le nuove generazioni chiedano autenticità, sostenibilità, accessibilità ed esperienze nelle quali riconoscersi. È questo il filo conduttore del nuovo numero di DNews, che affronta il futuro del settore a partire dalla capacità di ascoltare chi lo vivrà nei prossimi anni.

Nel n. 4, anno IX, luglio 2026, del Corriere delle Donne del Vino, supplemento al n. 24/2026 de Il Corriere Vinicolo, l’editoriale della presidente nazionale Daniela Mastroberardino invita il mondo del vino a non chiedere ai giovani di entrare in un sistema già definito, ma a costruire con loro un linguaggio nuovo. Da questa impostazione nasce il Gruppo Gen Z delle Donne del Vino, coordinato da Roberta Urso e composto da socie giovani provenienti da diverse regioni, con una prima campagna social su TikTok e Instagram pensata per superare l’idea del vino come ambito riservato agli esperti.

Il tema dell’ascolto e del rinnovamento attraversa l’intero inserto. Dalla Convention nazionale in Emilia-Romagna emerge la proposta di un nuovo patto tra produttori e ristoratori, fondato su carte dei vini più legate ai territori, politiche di prezzo più equilibrate e incentivi per chi valorizza produzioni Dop locali. La ristorazione viene così indicata come possibile primo ambasciatore delle denominazioni italiane.

Ampio spazio è dedicato anche alle protagoniste dei territori. Il racconto della Capitanata mostra come una nuova generazione di imprenditrici stia contribuendo a ridefinire l’identità vitivinicola del Tavoliere attraverso qualità, vitigni autoctoni e sostenibilità. L’intervista a Emanuela Pugliese affronta invece il rapporto tra vino, ospitalità e Horeca, sottolineando il valore della rete professionale femminile.

Il numero completa il quadro con approfondimenti su neuroscienze e processi decisionali del consumatore, leadership e networking in Lombardia, enoturismo, rosati italiani, cultura, libri, nomine e iniziative regionali. Un mosaico di esperienze che conferma come il futuro del vino passi non soltanto dal prodotto, ma dalla capacità di costruire relazioni, rendere accessibile la cultura enologica e aprire spazi reali alle nuove generazioni.