Soave, il governo dell’offerta cambia strategia

Con il Progetto Identità Soave, il Consorzio riduce del 50% la superficie rivendicabile a Doc in pianura per le vendemmie 2026-2028.

Data:

July 10, 2026

Tempo di lettura:

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Testata del Corriere Vinicolo

Soave, il governo dell’offerta cambia strategia

Il Soave sceglie una via nuova per governare l’offerta e affrontare il tema dell’equilibrio produttivo. Non una riduzione generalizzata delle rese, come spesso avviene nelle denominazioni quando il mercato rallenta, ma un intervento più strutturale sulla superficie rivendicabile a Doc. Con il Progetto Identità Soave, approvato a larga maggioranza dall’assemblea del Consorzio e valido per le vendemmie 2026, 2027 e 2028, la denominazione interviene a monte della produzione, chiedendo ai produttori di scegliere quali parcelle destinare al Soave e quali orientare verso altre produzioni.

Il tema è al centro dell’articolo pubblicato su Il Corriere Vinicolo n. 22 del 6 luglio 2026. La misura riguarda il solo Soave Doc, mentre il Soave Classico resta escluso. La superficie a Garganega ammessa alla rivendica scende da 5.890 a 4.302 ettari: i 2.714 ettari di collina restano interamente rivendicabili, mentre la pianura passa da 3.176 a 1.588 ettari, con un taglio del 50% concentrato nella fascia più fertile e di più recente ingresso nella denominazione.

La scelta, spiegano il presidente del Consorzio Cristian Ridolfi, il direttore Igor Gladich e Alberto Marchisio, direttore generale di Cadis 1898, nasce dalla volontà di difendere le aree più vocate, responsabilizzare i produttori e trasformare una misura di contenimento in una programmazione di medio periodo. La logica è partire dal fabbisogno di mercato e risalire alla superficie necessaria per soddisfarlo, senza comprimere indistintamente la resa anche dove il vigneto può esprimere qualità. In questo senso, il Soave prova a spostare la decisione dal livello generale della denominazione alla singola parcella. Per Ridolfi, quanto messo nero su bianco è storico per il Soave e può diventare un modello anche per altre denominazioni: una strategia per pesare meno in termini quantitativi, ma contare di più in valore e posizionamento.