Il mercato vietnamita si sta affermando come una delle destinazioni più interessanti per il vino italiano nel Sud-Est asiatico, grazie a una combinazione di fattori demografici, dinamiche di consumo favorevoli e progressiva liberalizzazione degli scambi commerciali. Il tema è approfondito su Il Corriere Vinicolo n. 3 del 26 gennaio 2006, in un contributo a cura dell’Ufficio Ice di Ho Chi Minh City.
Con oltre cento milioni di abitanti, una classe media in rapida espansione e un consumo di vino ancora relativamente giovane ma in costante crescita, il Vietnam rappresenta un mercato dalle dimensioni rilevanti e dalle prospettive solide. In questo contesto, l’Italia mantiene una posizione di primo piano: nel 2024 si colloca come secondo esportatore di vino in bottiglia, alle spalle della Francia, ma con una presenza già strutturata e consolidata negli anni precedenti.
Un ruolo decisivo è svolto dall’entrata in vigore dell’EU–Vietnam Free Trade Agreement, operativo dal 2020 (ne avevamo parlato qui), che prevede una riduzione graduale dei dazi all’importazione fino alla loro completa eliminazione nel 2027. Un passaggio che apre spazi competitivi significativi per le imprese italiane, in particolare nei canali della grande distribuzione organizzata, dell’Horeca e della ristorazione di fascia medio-alta.