Lo studio analizza in modo integrato gli aspetti geologici, climatici e morfologici del territorio, evidenziando come la variabilità ambientale incida sui regimi di stress idrico e termico del Montepulciano, vitigno di riferimento della denominazione. Particolare attenzione è dedicata all’aumento della frequenza delle ondate di calore e alle implicazioni gestionali che ne derivano, sottolineando il ruolo della zonazione come supporto alle decisioni d’impianto e di conduzione del vigneto.
Un elemento distintivo del lavoro è l’impiego di dati satellitari e di indici multispettrali, come l’NDMI, per estendere l’osservazione della variabilità spaziale e temporale oltre i limiti degli studi tradizionali. Le informazioni derivate dal telerilevamento vengono integrate con rilievi di campo e prove di vinificazione, consentendo di mettere in relazione condizioni pedoclimatiche, risposta vegeto-produttiva e profilo chimico-sensoriale dei vini.
I risultati ottenuti mostrano come differenti transetti ambientali all’interno della Doc Villamagna possano condurre a espressioni enologiche distinte, suggerendo potenziali diverse destinazioni produttive, dalla tipologia più pronta al consumo fino a vini adatti a un affinamento prolungato. Se confermate nel tempo, queste evidenze rafforzano il valore della zonazione come strumento tecnico, ma anche come leva di valorizzazione e comunicazione della tipicità territoriale