Variabilità ambientale e zonazione viticola: il caso della Doc Villamagna

Uno studio dell’Università degli Studi di Milano analizza la Doc Villamagna attraverso la zonazione viticola, integrando dati pedoclimatici, telerilevamento e prove di vinificazione per comprendere l’impatto della variabilità ambientale sulla qualità dei vini.

Data:

January 21, 2026

Tempo di lettura:

2 minuti

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Testata del Corriere Vinicolo

Variabilità ambientale e zonazione viticola: il caso della Doc Villamagna

La comprensione della variabilità ambientale rappresenta oggi uno dei nodi centrali per una viticoltura capace di coniugare qualità, sostenibilità e adattamento climatico. In questa prospettiva, gli studi di zonazione viticola si configurano come strumenti strategici per interpretare in modo scientificamente fondato l’interazione tra vitigno, suolo e clima, orientando in maniera consapevole le scelte agronomiche ed enologiche.

Nel contributo pubblicato su Il Corriere Vinicolo, Davide Bianchi e Lucio Brancadoro (Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali – DiSAA, Università degli Studi di Milano) presentano il caso studio della Doc Villamagna, una delle denominazioni più piccole d’Italia ma caratterizzata da un’elevata complessità pedoclimatica. L’areale, collocato ai piedi dell’Appennino abruzzese, mostra una marcata eterogeneità di suoli, orografie ed esposizioni che si traduce in differenti disponibilità idriche e termiche per la vite.

Lo studio analizza in modo integrato gli aspetti geologici, climatici e morfologici del territorio, evidenziando come la variabilità ambientale incida sui regimi di stress idrico e termico del Montepulciano, vitigno di riferimento della denominazione. Particolare attenzione è dedicata all’aumento della frequenza delle ondate di calore e alle implicazioni gestionali che ne derivano, sottolineando il ruolo della zonazione come supporto alle decisioni d’impianto e di conduzione del vigneto.

Un elemento distintivo del lavoro è l’impiego di dati satellitari e di indici multispettrali, come l’NDMI, per estendere l’osservazione della variabilità spaziale e temporale oltre i limiti degli studi tradizionali. Le informazioni derivate dal telerilevamento vengono integrate con rilievi di campo e prove di vinificazione, consentendo di mettere in relazione condizioni pedoclimatiche, risposta vegeto-produttiva e profilo chimico-sensoriale dei vini.

I risultati ottenuti mostrano come differenti transetti ambientali all’interno della Doc Villamagna possano condurre a espressioni enologiche distinte, suggerendo potenziali diverse destinazioni produttive, dalla tipologia più pronta al consumo fino a vini adatti a un affinamento prolungato. Se confermate nel tempo, queste evidenze rafforzano il valore della zonazione come strumento tecnico, ma anche come leva di valorizzazione e comunicazione della tipicità territoriale

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Ultimo aggiornamento: January 21, 2026 10:35 AM