Produrre vini dealcolati non significa soltanto aggiungere una nuova referenza al catalogo aziendale. Significa entrare in una categoria che, almeno in parte, deve ancora costruire le proprie regole, definire i propri codici comunicativi e individuare il modo corretto di presentarsi al consumatore. Per questo il dibattito, dopo anni concentrato soprattutto sulla normativa e sulla possibilità stessa di produrre, si sta spostando sempre più rapidamente verso ciò che avviene dopo la cantina: packaging, posizionamento, distribuzione e rapporto con il mercato.
Su Il Corriere Vinicolo 18 si affronta proprio questa fase di transizione, partendo dal confronto sviluppato durante Wine Vision, l’iniziativa promossa da Tonutti Arti Grafiche e General Vetri insieme a Unione Italiana Vini. L’obiettivo dell’incontro era chiaro: comprendere come costruire un’identità riconoscibile per un segmento che cresce rapidamente ma che continua a muoversi in un territorio ancora largamente inesplorato.