Distillerie e turismo, la nuova sfida è fare rete

Il turismo in distilleria si propone come nuova leva di crescita per il comparto spirits, tra ospitalità, marginalità, cultura produttiva e strategie di sistema

Data:

June 4, 2026

Tempo di lettura:

2 minuti

Argomenti:
Testata del Corriere Vinicolo

Distillerie e turismo, la nuova sfida è fare rete

Il turismo in distilleria non può più essere considerato un’estensione marginale dell’attività produttiva. In un mercato nel quale i consumi di alcol cambiano, ma non scompare la disponibilità a investire in prodotti capaci di esprimere identità, qualità e racconto, l’accoglienza diventa una leva concreta per generare valore. Non si tratta solo di aprire le porte degli stabilimenti, ma di costruire esperienze riconoscibili, capaci di rafforzare il rapporto diretto con il consumatore e di trasformare la visita in un momento di conoscenza, relazione e fidelizzazione.

Su Il Corriere Vinicolo 18 viene approfondito il percorso che il comparto dei distillati italiani sta intraprendendo per dare al turismo in distilleria una struttura più solida e continuativa. Il confronto nasce dall’evento organizzato da Distillo Expoe Simei, ospitato da Astoria a Conegliano, dove produttori, Consorzi, istituzioni e operatori si sono misurati con una domanda centrale: come trasformare l’ospitalità da attività episodica a componente stabile della strategia aziendale. Il riferimento all’esperienza dell’enoturismo è inevitabile, non come modello da copiare meccanicamente, ma come terreno da cui trarre indicazioni operative, evitando errori già compiuti e accelerando la costruzione di un’offerta coerente.

Il nodo principale emerso dal confronto è la necessità di fare rete. Per le distillerie italiane la sfida non riguarda soltanto la capacità della singola impresa di accogliere visitatori, ma la possibilità di rendere comprensibile e attrattivo un intero comparto: dalla grappa agli spirits, dalla storia delle famiglie produttrici ai musei d’impresa, dalla cultura tecnica della distillazione alla valorizzazione dei territori. In questa prospettiva, la visita diventa essa stessa un prodotto, non un omaggio promozionale, perché crea memoria, consapevolezza e reputazione. La consegna dei primi attestati di eccellenza per l’ospitalità in distilleria, prevista al prossimo Simei, indica proprio il tentativo di dare forma, riconoscibilità e strumenti condivisi a un segmento che può diventare uno dei pilastri della crescita futura dei distillati italiani.

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Ultimo aggiornamento: June 4, 2026 7:21 AM