L’analisi, firmata da Paolo Ferrante e pubblicata sul numero 5/2026 de Il Corriere Vinicolo, si basa sui dati incrociati delle survey SVB dedicate alle performance finanziarie e al direct-to-consumer, confluite nel nuovo “success index”. Ne emerge una netta divaricazione tra le cantine più performanti – in crescita di vendite e redditività – e quelle rimaste intrappolate in un’idea di normalità che il mercato non riconosce più.
Il focus si sposta poi sul consumatore statunitense, sempre meno fidelizzato e più frammentato per età e comportamenti, e sui nodi strutturali che attraversano il settore: oversupply, pressione sui margini, squilibri di magazzino, riduzione degli acquisti di uve. Un quadro complesso, che non configura una crisi sistemica ma un processo di selezione destinato a protrarsi nel tempo.