Export frizzanti in calo nel 2025: l’analisi su Il Corriere Vinicolo
Nel Dossier Frizzanti (12ª edizione), pubblicato sul numero 25/2025 de Il Corriere Vinicolo, Paolo Ferrante analizza i dati dell’export. Dopo un 2024 positivo, il primo quadrimestre 2025 registra una flessione a volume e valore, influenzata da cambi, dazi e tensioni geopolitiche
August 29, 2025
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Export frizzanti in calo nel 2025: l’analisi su Il Corriere Vinicolo
All’interno del Dossier Frizzanti – 12ª edizione, pubblicato sul numero 25/2025 de Il Corriere Vinicolo (25 agosto), Paolo Ferrante analizza l’evoluzione dell’export dei vini frizzanti italiani, mettendo in luce come il segmento risenta delle difficoltà geopolitiche e della volatilità del commercio internazionale.
Dopo un 2024 positivo, con un incremento del 4,2% a volume e dell’1,9% in valore, l’avvio del 2025 ha segnato un’inversione di rotta: tra gennaio e aprile le esportazioni sono scese del 7,1% in volume e del 2,5% in valore. A incidere sono soprattutto la rivalutazione dell’euro sul dollaro e l’incertezza generata dalle tensioni sui dazi.

A contenere la flessione ha contribuito l’aumento del prezzo medio al litro (+4,9%), salito a 2,84 euro, segnale di una domanda internazionale orientata verso fasce più alte di mercato. In questo quadro si conferma la leadership dei frizzanti a denominazione d’origine, che raggiungono una quota del 42% dei volumi esportati, mentre calano nettamente gli Igt (-29,6% a volume) e i varietali (-54%), pur con prezzi medi in forte crescita. Più dinamico il segmento dei vini comuni, che registra un +23,8% in volume e +21,5% in valore.
Guardando ai mercati, l’Unione Europea rimane il principale sbocco con volumi stabili (+1,8%), mentre il blocco extra-Ue mostra segnali di sofferenza (-18,6% a volume e -5,9% a valore). Fanno eccezione gli Stati Uniti, con un forte aumento delle importazioni legato agli anticipi di acquisti in vista dei dazi, e la Germania, che consolida il proprio ruolo di primo partner commerciale. In caduta invece la Russia (-82% a volume), con cali diffusi anche in Regno Unito, Giappone, Francia e Messico.
Il contributo segnala come l’attuale fase di aggiustamento dei mercati internazionali richieda una strategia di lungo periodo basata su qualità e diversificazione geografica, per fronteggiare un contesto caratterizzato da instabilità, competizione crescente e cambiamenti nei comportamenti di consumo.
In calce all’articolo sono riportate tabelle e grafici dedicati all’export italiano dei frizzanti per tipologia e per paese di destinazione (2024 e gen-aprile 2025), con focus specifici su Dop, Igp e vini comuni.
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