Il caldo e la siccità del mese di agosto hanno infatti avuto impatti diversi tra le diverse regioni di produzione della Francia, anticipando in molti vigneti del Paese la data d’inizio del raccolto e, in generale, compromettendo il potenziale produttivo nazionale.
È dunque ora prevista una crescita di produzione sul 2025 nelle regioni della Champagne (+12% vs 2024 fino a 2,135 mio/hl), Bourgogne (+45%), Savoie (+21%, fino a 112.000 hl), Jura (+199%, fino a 106.000 hl), Val de Loire (+26%, fino a 2,596 mio/hl), Sud-Ouest (+2%, fino a 2,515 mio/hl), Corse (+10%, fino a 353.000 hl), Sud-Est (7%, fino a 4,804 mio/hl).
È invece stimato un decremento della produzione 2025 sull’anno precedente per le regioni di: Alsace (-11%, fino a 768.000 hl) e Languedoc-Roussillon (-5%, fino a 9,4 mio/hl) e Beaujolais, dove il caldo, la siccità, la grandine e le malattie fungine hanno compromesso il raccolto portando ad una possibile più piccola raccolta dal 2012 (la produzione prevista di Bourgogne e Beaujolais insieme sarà secondo le stime di Agreste di 2,202 mio/hl, +24% vs 2024).
Stabile la produzione prevista per il Bordelais (+1% fino a 3,675 mio/hl) e Charentes (+0% fino a 8,189 mio/hl). Si tenga presente che per alcune regioni di produzione i vini per la produzione di acquavite contano per gran parte della produzione prevista. È il caso, ad esempio, del Sud-Ouest (tutti i vini 2,515 mio/hl; solo AOP esclusi vini per acquavite 695.000 hl) e della Languedoc-Roussillon, dove esclusa questa tipologia la produzione prevista di vini AOP è di 1,618 mio/hl.